martedì 4 novembre 2014

Il controllo

Siamo quasi a fine anno ed io scrivo sempre meno e devo essere sempre più sintetica. Se qualcuno mi chiedesse quale sia stato il leitmotiv del 2014 in una parola risponderei "controllo".
Ci vuole controllo in ogni campo, su ogni fronte. Il controllo va esercitato sempre più puntualmente, su noi stessi e sugli altri, a quanto pare. Tutti si devono auto difendere con maggior controllo. E' per questo motivo che  tensione ed attenzione si alzano, aumentando i conflitti, interiori ed esteriori. Più aumenta la necessità del controllo più le defezioni sono numerose e di esito drammatico. L'umanità si concentra su come controllare gli altri ed eludere od aggirare  il controllo degli altri. La fiducia nelle istituzioni barcolla sempre più poiché esse vengono sorprese a vessare categorie più deboli con la scusa di controllare  quelle degli inadempienti sottintesi lazzaroni. Crescono il sospetto e la paura. Ci vuol cautela anche nel relazionarsi col salumiere, figuriamoci con le istituzioni o i familiari. L'individuo è sempre più incentivato a farsi solo ed esclusivamente i c suoi.  Volendo sintetizzare questa sintesi, questi sono gli effetti della democrazia , a quanto pare.
Gli effetti di una dittatura non li ho vissuti e quindi non posso fare paragoni diretti, ma solo per sentito dire: finchè non arriveremo alle esecuzioni sommarie, ai bastoni ed all'olio ricino le differenze sono queste.Dopo sarà uguale.
In democrazia, durante gli anni della mia onorata passività  di 22 mq ho avuto tre controlli da parte della Guardia di Finanza, quattro dalla SIAE ,uno solo, ma laborioso ed incrociato con la commercialista, dall'Agenzia delle Entrate, tre dai Vigili Urbani per i saldi e due da funzionari del Comune che dovevano (erano in due) misurare la mia vetrina per stabilire se tassarla o meno.Ricordo in particolare un ispettore dell'Agenzia delle Entrate che grondava malizia ed arroganza persino quando beveva il caffè.
Questi funzionari sono tutti abbastanza simili tra loro, hanno delle cartelline sottobraccio e delle clip attaccate alla giacca con scritto il nome dell'ente per il quale esercitano il controllo.Quasi sempre riescono a strappare una sanzione.
Scritto in piccolissimo e solo nei migliori casi , c'è anche il cognome che, se ti beccano che cerchi di individuare fissandogli la giacca, dopo veramente  ti frugano anche nella borsetta e nel porta assorbenti.
In fondo sapere il cognome serve a poco è meglio fare loro un bel sorriso.
Pochi giorni fa due di siffatti individui con cartelline e cartellini attaccati alla giacca stazionavano insistentemente fuori dalla mia passività gettandovi occhiate  scrutatrici dentro. Ho detto alla mia cugina dalla gamba lunga di rimanere vicino a me che c'erano due controllori che attendevano evidentemente di entrare non appena lei fosse uscita. Così lei è uscita e loro sono entrati e lei è rientrata  e si è messa le mani sui fianchi in una posa che non era del tutto  conciliante. Perchè la mia cugina dalla gamba lunga mi vuol molto bene e ha un atteggiamento da tigre da guardia con me , conoscendo le mie infinite sprovvedutezza e debolezza. Del genere che potrei mettermi a piangere sulla spalla del controllore pentendomi di tutte le mie inadempienze conosciute e sconosciute e finire facilmente in gattabuia anche per fatti non commessi ed equivocati.
Insomma la mia cugina ha controllato me e i controllori, che quel giorno erano ispettori della pattumiera, non me ne vogliano se non ricordo la loro più dignitosa denominazione. Ah sì mi pare ufficio dell'ambiente o giù di lì.
Questi controllori avevano notato con disappunto la presenza di uno scatolone vuoto a fianco al mio negozio, ne avevano controllato gli eventuali nominativi ed erano risaliti alla mia persona.(consiglio dissidente: togliete gli indirizzi dagli scatoloni).Non sapevo forse io che gli scatoloni vanno conferiti tra le 12 e 30 e le 13 e 30 ?La normativa comunale bla bla e bla recita ecc. ecc.
In quell'angolo a fianco del mio negozio viene normalmente depositata un sacco di pattumiera. Solo ogni tanto l'angolo rimane vuoto. Si notano casalinghe con occhiali da sole ed  incappucciate che estraggono i sacchi dell'immondizia dal cappotto e con fare guardingo li mollano lì allontanandosi frettolosamente. Fra poco ci saranno i sacchi col codice a barre e non potranno più farlo .Le telecamere si aggirano usando cappucci e copricapi. Siccome sono fifona e smemorata io di solito quando maturo sufficiente indifferenziata me la carico sul motorino e la butto negli unici cassonetti rimasti fuori città. Altri pigiano i sacchi dentro ai cestini pubblici, ma stanno togliendo anche quelli.
Tornando allo scatolone col mio nome, gli ispettori dunque mi contestavano la sua presenza lì in orari non consentiti. Ho spiegato loro che lo scatolone lo avevo depositato lì il giorno precedente negli orari consentiti, pur non sapendo che erano consentiti, per il semplice fatto che mi era stato consegnato a quell'ora e lo avevo svuotato e conferito  subito. Il corriere passa sempre dopo mezzogiorno. Non avevo però sincronizzato gli orologi,ztè.
Dunque la palla ora passava a loro, agli ispettori: per quale motivo non hanno ritirato lo scatolone negli orari previsti ed è rimasto esposto quasi 24 ore? Per loro era inspiegabile, quando invece io vedo bene che i rifiuti sono portati via da quell'angolo quando capita e non certo puntualmente, in quanto i topi si son lamentati con me di queste sorprese..Ho dovuto firmare sul verbale tale mia dichiarazione. Ho pensato che sarebbe stato carino consegnarmi anche delle manette -prova in omaggio.
Avevo già scritto al sindaco al principio di questi problemi, ma non ho avuto risposta. Stavo pensando di organizzare un flash mob in piazza con tutti i cani che fanno la cacca contemporaneamente e che viene raccolta e conferita davanti all'ufficio della nettezza urbana. So bene che quando inizio ad avere queste fantasie è perchè mi sento oppressa, dall'evidente odio che manifestano le istituzioni nei miei confronti  e sento bene che questa è una sensazione universale nella cittadinanza. Perché dall'inizio della storia italiana c'è questa guerra in corso fra cittadini ed istituzioni? Questo assurdo rimpiattino?Non è una questione politica, chiunque sia stato posto tra gli scranni nella storia della Repubblica sembra aver giurato il più oscuro odio verso la popolazione, soprattutto quella che cerca di mantenersi da sola. Lo ha detto con parole migliori ed immortali   Carlo Levi in "Cristo si è fermato ad Eboli" ormai tanti decenni fa. Ma siamo ancora fermi allo stesso punto.

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