mercoledì 30 luglio 2014

Il diritto di chiamare "amore" il cane

Ho letto su Blasting un articolo intitolato"il diritto di chiamare amore il cane".
La redattrice giustamente evoca il diritto ad amare il proprio cane alla luce del sole, senza temere i commenti sarcastici  dei poveri si spirito.In effetti sia che chiami "amore" tuo marito o tuo figlio o il cane , spesso si leva qualche commento sagace  e di dubbio gusto al riguardo da parte di qualche astante evidentemente invidioso del fatto che ancora esistano rapporti  affettuosi . Il che è una constatazione alquanto dolorosa.
Da bambina (anni 60-70) ricordo il fastidio di trovarmi circondata da adulti estranei che mi facevano mille moine e di dover essere costretta a rispondere loro  con educazione  dalla mia nonna cerbero, sui tram, da conoscenti , al parrucchiere.Sempre le solite domande: come ti chiami, quanti anni hai, vuoi la caramella ecc.Oggi non mi capita di vedere tali attenzioni rivolte ai bambini: un bambino timido  può andarsene in giro tranquillamente che  tanto nessuno se lo fila. Sono i cani a dover stare in campana, nonostante, diversamente dai bambini, facciano la cacca in strada.
 L'altro ieri una signora in strada (avevo ancora il sacchettino della sua popò in mano) si è messa a conversare con la mia cagnetta ( irosa, testarda, diffidente, asociale bestiola che vive con me da anni) , salutandola, offrendole il gelato e  chiedendole se la tratto abbastanza bene,  senza degnarmi che di un unico sguardo indignato per l'cchio un pò cisposo della bestiolina oggetto delle sue attenzioni. In quel momento, sì, mi son domandata davvero se sia il caso di chiamare in pubblico  "amore" il proprio cane, più che altro per non alimentare certe distorsioni.
La signora almeno non mi ha criticata  perchè il cane non rispondeva  alle sue domande, né ha tentato effusioni improvvise  che scatenano quasi sempre un  suo ( del cane)silenzioso, fulmineo morso , grazie al cielo, ma perchè mi ha ignorata completamente?Non ho un musetto abbastanza simpatico? devo smettere di depilarmi? che accidenti potrei fare per guadagnarmi  un briciolo di considerazione umana?Non arriverei a farla in strada, c'è un limite.Non si è poi resa conto di quanto sia disgraziato ed immeritevole di tali effusioni il mio cane??? Che ingiustizia...

lunedì 21 luglio 2014

Come insegnare ad un cane a farla fuori

Innazitutto specifico che il titolo sottintende la pipì o la popò e non allude ad omicidi, perchè non rispetterebbe il senso di tutto il blog. Ehmmmmm, ricordo quando la mia professoressa di italiano mi  diceva
che avevo una discreta attitudine alla scrittura, ma che dovevo corrreggere la tendenza ad uscire di tema.Ora mi concentro.
Allora: voi prendete infine l'adorato cucciolo, quella morbida palla di pelo e coccole che vedete in pubblicità, con la sua linguetta tenera e rosa e quella fantastica  voglioa matta di giocare e vi avvedete, non appena varcata la soglia di casa, che la meravigliosa creatura che da ora in poi farà parte della vostra famiglia, fa cacca e pipì ovunque ed a ritmi insospettabili rispetto la sopracitata tenerezza che ispira.

venerdì 11 luglio 2014

Da " Le due città" di C. Dickens: quando il lavoro a maglia intesseva altre trame

"Sei sicuro-domandò Giacomo due a  Defarge- che nessun inconveniente possa  derivare dal nostro modo di tenere il registro?Senza dubbio è sicuro perchè nessuno al di fuori di noi può decifrarlo. Ma saremo sempre in grado di decifrarlo? o lo decifrerà soltanto lei?- Giacomo- rispose Defarge gonfiando il petto- se madama mia moglie si fosse prefissa di tenere il registro solo  con la sua memoria, non ne scorderebbe una parola...una sillaba. Intrecciato nelle sue maglie e nei suoi simboli, esso le sarà più chiaro del sole. Lascia fare a mia moglie. Sarebbe più facile per il più fiacco poltrone di questo mondo cancellarsi dall'esistenza, che cancellare una lettera del suo nome o dei suoi delitti   dal registro a maglia di mia moglie-


"madama Defarge, col lavoro in mano, era solita passare di luogo in luogo e  di gruppo in gruppo:una missionaria- ve n'erano molte come lei- quale il mondo farà bene a non allevarne più. Tutte le donne facevano lavori a maglia. Facevano degli oggetti inutili; ma il lavoro meccanico era un meccanico sostituto del mangiare e del bere; si muovevano le mani invece delle mandibole e dell'apparato digerente; se le dita ossute fossero rimaste inoperose, gli stomaci avrebbero sentito più fieri i morsi della fame. Ma come si muovevano le dita, si muovevano gli occhi ed i pensieri. E come madama Defarge passava di gruppo in gruppo, di là, occhi e pensieri andavano più rapidi e fieri in ogni gruppetto di donne, con cui aveva parlato e che poi aveva lasciato....."

sempre la solita storia :"Le due città" di C. Dickens

 Da " Le due città" di C. Dickens Capitolo 7 Monsignore in città

"Monsignore, uno dei grandi signori di gran peso a Corte, teneva il ricevimento quindicinale nel suo gran palazzo a Parigi. Monsignore era nel suo appartamento intimo, .....era nell'atto di prendere la sua cioccolata. Monsignore poteva trangugiare facilmente una gran quantità di cose, ed alcuni pochi malcontenti supponevano che stesse trangugiando piuttosto rapidamente la Francia; ma la sua cioccolata mattutinanon poteva arrivare  fino alla bocca di Monsignore, senza l'aiuto di quattro uomini validi, oltre il cuoco. Sì. Occorrevano quattro uomini.......e il loro capo era incpace di esistere  senza avere in tasca almeno due orologi d'oro, secondo la nobile e modesta abitudine....per condurre la cioccolata alle felici labbra di Monsignore.......Monsignore aveva una veramente nobile idea delle faccende pubbliche generali, e cioè, lasciarle andare per la loro china; delle faccende pubbliche speciali , monsignore aveva l'altra vermanete nobile idea  che dovevano andare verso di lui-mirare al rafforzamento del suo potere e della sua tasca. Dei suoi piaceri, generali e particolari,monsignore aveva l'altra veramente nobile idea, che il mondo fosse esclusivamente fatto per essi......" " Ufficiali della milizia senza un'ombra di scienza militare, ufficiali navali senza alcuna idea di una nave, ufficiali civili senza alcuna notizia degli affari; ecclesiastici dalla faccia di bronzo, della peggiore mondanità terrena, dagli occhi sensuali, dalla lingua licenziosa e dalla vita ancor più licenziosa; tutti assolutamente incapaci nella loro varie professioni e tutti perfidamente menzogneri nel dir di conoscerle, ma tutti dello stesso ordine di monsignore e perciò appollaiati su tutti i pubblici impieghi dai quali c'era da strappar qualcosa:.........""Le persone senza alcun legame immediato  con monsignore o con lo Stato, ed egualmente sciolte da qualche cosa di concreto o da una vita che mirasse per la retta via ad un fine utile, erano ugualmente numerose. Dottori che accumulavano ricchezze spacciando rimedi miracolosi per malattie fantastiche non mai esistite sorridevano ai nobili malati ..... Progettisti  che avevano scoperto ogni tipo di rimedio per i piccoli malanni di cui era afflitto lo Stato, tranne il rimedio di mettersi a lavorare  sul serio ......""....difficile scoprire fra gli angeli di quella sfera una moglie solitaria che , nei suoi modi e nel suo aspetto, confessasse di essere una madre. Anzi , tranne per il semplice atto di dare al mondo una creatura fastidiosa, una cosa simile era ignorata dalla moda I bimbi, andati giù di moda , erano tenuti da contadine che li allevavano e nonne affascinanti di sessant'anni vestivano e frequentavano le feste come a venti....."

Pare scritto oggi, ma non lo è, per il , semplice fatto che, come allora, gli scrivani  corrotti a loro volta non potevano descrivere questo stato di cose. Ci pensò Dickens a farlo un secolo dopo.
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