martedì 21 gennaio 2014

da Dio

-prego s'accomodi-
Sergio trema, a labbra dischiuse e passo incerto si siede sulla poltroncina indicata, asciugandosi le palme sulle ginocchia.Si passa la lingua sulle labbra.Le tempie brizzolate brillano imperlate i sudore, le pupille son dilatate e, come i suoi pensieri, schizzano senza costrutto in quell'ambiente raccolto dove ora si trova, infine , seduto.
Non riesce a soffermarsi, a concentrarsi  nemmeno sul vecchio che gli sta seduto di fronte, semisepolto dai libri e dalle carte deposte sulla scrivania che li divide, intento a sfogliare e trascrivere dati con aria, si deve dirlo, un pò annoiata.Il vecchio è lucido e concentrato ,  Sergio sempre più disorientato e confuso e sudato.A quanto pare è finito là in un lampo, ricorda confusamente  la strada  che stava percorrendo in moto e poi sì, la vecchia dal senso opposto che   svoltava a sinistra  tagliando in obliquo, senza curarsi di lui che arrivava.
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