martedì 23 luglio 2013

lunedì 22 luglio 2013

Se veramente amate gli animali

1) non comprateli, resistete
2) non fateli riprodurre, resistete
3) non mangiateli, resistete
4)non seguite mode, resistete
5)se proprio ve li fate capitare, accettateli come sono, resistete lo stesso
6)non viziateli comprando cibi costosissimi
7)non accanitevi terapeuticamente
8) coltivate il confronto con la vostra specie, anche se è più impegnativo  (ancora,resistete)
9) di conseguenza non dite " sono migliori di noi"; non si fanno confronti così generici. Resistete.
10) osservateli e siate disposti a  prendete  esempio da loro.
11) resistete

gattini

Credete che io sia in vacanza?Errato!!
 7 giorni
Questa esperienza mi mancava.I criceti sono in stato di agitazione, a questo punto, quando mi hanno vista tornare a casa col soggetto nella foto.I loro millantati sentimenti  gandiani se ne sono andati definitivamente a benedire ed è stato inutile spiegare loro  che questo ennesimo gatto trovato  sarebbe stato altrimenti destinato al patibolo dei gatti indesiderati.
Nel nostro comune  la campagna di sterilizzazione dei gatti è stata interotta per mancanza fondi e la città è stata alluvionata di  nascite. Nel mio caso una gatta  ha abbandonato questo piccolo al suo destino, per ragioni misteriose portandosi via gli altri quattro figli. Lo abbiamo lasciato sul posto in attesa per qualche giorno, ma mamma gatta forse non ha saputo contare e non si è rivista. Così è partito l'allevamento col biberon. Il bebè all'inizio era un pò indebolito dall'attesa, si è ripreso vigorosamente dopo qualche poppata.
A 9 giorni ha iniziato a fare fusa sonore dopo ogni pasto durante i massaggini alla pancia per farlo evacuare, come ci ha detto di fare il veterinario. Un bebè umano non fa le fusa, fa i sorrisini, ma per il resto in questo stadio non c'è altra differenza.

sabato 6 luglio 2013

nuovo codice della strada

Basato sulle effettive tendenze  nel guidare, potrebbe darsi che una nuova  formulazione del codice stradale possa  abbattere tante ipocrisie ed incomprensioni. Suggerito dai criceti e da me tradotto e trascritto, ma specifico che non mi sento d'accordo, questi criceti si mostrano sempre più per quello che sono, degli  sporchi estremisti reazionari e ne diffido sempre più. Come sapete, al momento rimangono i miei unici referenti politici, purtroppo non ho di meglio.Potrei fare loro il bagnetto per calmarli?

Principio di precedenza: i mezzi più grossi  di cilindrata hanno la precedenza. In caso di  due mezzi identici ad un incrocio o ad una rotatoria si può tranquillamente chiamare la polizia  in arbitrato  che, non avendo altro da fare,  deciderà sulla base di rigorosi criteri estetici, prendendo in considerazione ogni elemento utile(anche la potenza delle casse).
Altrimenti senza chiamare la polizia una sana scazzottata può chiarire la disputa. Similmente al tifo  del calcio,la gente potrebbe onestamente sfogare i proopri pruriti alle mani senza dover ricorrere ai più concettosi temi politici o ideologici.
Principio di andatura: il più veloce vince, è più bello e più bravo. Più figo. I punti patente che le mogli e le madri regalano ai guidatori efferati saranno convertibili in bevute al night.
Corsie autostradali : i sopramenzionati fighi vanno tutto a sinistra, gli sfigati in mezzo, gli incazzati  tutti a destra. La corsia lenta si troverà quindi al centro .E chiariamo le cose  una volta per tutte.
Gli indicatori di direzione sono facoltativi.
Chi gira a destra deve prima spostarsi sulla sinistra, allargando la curva  e lasciando nel dubbio chi segue , che così adotterà più prudenza.Lo stesso  all'opposto per chi gira a sinistra.
Per compensazione,si inverte il principio del torto di chi tampona. In genere ha ragione a meno che non si riesca a dimostrare il contrario. Questo per  combattere la disoccupazione  nel sistema giudiziario e per snellire il traffico.
In base al principio dellla grandezza del mezzo, chi investirà motorini , bici o pedoni, che devono imparare che diamine a badare alla propria pellaccia, avrà l'unico onere di rimuovere i residui dall'asfalto  e di chiamare ambulanza o pompe funebri..
In ottemperanza al principio svuota carceri e al proverbio "uomo avvisato mezzo(qui inteso come automobile,in quanto il rammarico maggiore in caso di incidenti è per la carrozzeria rovinata)  salvato", il sabato sera sarà ammessa la guida in stato di ebrezza e verranno posti vari cartelli  "si salvi chi può" .
Divieto di circolazione il sabato sera a partire dalle ore 21 per donne incinte e bambini . L'Inps dispone  incentivi per le passeggiate degli anziani il sabato sera, con tariffe a metà per le consumazioni.

i criceti rimangono a disposizione per dettagli.



giovedì 4 luglio 2013

cominciare a leggere 2

Chiedo a Marco, 9 anni, se stia leggendo il libro che gli abbiamo regalato, scelto da lui, sui dinosauri. Mi risponde che è arrivato a pagina 9,  sorridendo e facendo un gesto come di fatica . Ecco, penso, Marco è già stato contaminato dall'"obbligo del leggere" inculcato da scuola e molti genitori. Il libro è già stato da Marco associato allo sforzo, all'impegno, mentre la lettura per lui  già costituisce  una qualche "virtù"; il non leggere alla svalutazione delle proprie capacità.
Marco è  in pericolo  di chiudersi  di fronte al leggere.Marco è stato messo  sulla strada di chi percepisce la cultura come qualcosa per un'elite di pochi capaci, faticosa , noiosa , inutile. Marco a  scuola studierà con fatica solo per non essere bocciato, copierà alla prima occasione e all'università  andrà avanti coi copia ed incolla dal web. Vado avanti? Magari diventerà poi medico per l'orgoglio dei genitori, con la mancanza di una curiosità ed una cultura  di base indispensabili in certe professioni per evitare abbagli.
Basta una sola frase, nella prima infanzia, per provocare tutto questo. Basta una nonna che esorta a leggere, sennò rimarrai un ignorante.Basta un genitore che rinfaccia il dono di libri non ancora sfogliati dal piccolo.
Soprattutto, basta non leggere ad alta voce ai bambini, a partire dai due anni, indicando col dito le illustrazioni e pronunciando qualche spiegazione, e  fino ai dieci anni con racconti più complessi. Leggere loro costantemente, in una piccola parentesi quotidiana che deve solo essere un rito  di svago. La fiaba della sera non si rimanda  per la tv o la visita di amici o perchè si ha altro da fare.
Rispondo a Marco che se non gli piace può tranquillamente lasciar perdere il libro; ne ho visto un altro che ha delle figure più belle. Accendo un piccolo appello della sua curiosità, col sollievo di non aver ricevuto rimproveri.
Ecco i libri che libri consiglierei ai genitori che vogliano intraprendere questa strada coi figli.
Fin dal primo anno, libri cartonati ed animati, sfogliati insieme senza enfasi ( senza frasi tipo "ora leggiamo il libro...fai silenzio ed attenzione , stai composto...")  Comprate  dei libri ben  illustrati con le fiabe più classiche. Ci sono libri con illustrazioni mervaigliose, come "Non dormi piccolo orso?" , quelli di Richard Scarry o della Beatrix Potter, con gli animali del bosco vestiti di tutto punto.
Ci sono libri illustrati sui buldozer o sul corpo umano. Il libro ha l'enorme vantaggio di adattarsi ai tempi dei bambini, che possono essere lunghi e ripetitivi, a differenza dei programmi televisivi. Non bisogna preoccuparsi se un bimbo per settimane si fissa a guardare sempre la stessa figura o vuole solo una favola ripetuta all'infinito.Bisogna rallegrarsi, sta  approfondendo, imparando, assimilando profondamente quell'argomento.Con l'approfondimento i bambini si espandono.Leggere è un mezzo, non deve essere un fine.

martedì 2 luglio 2013

cominciare a leggere

La frequenza scolastica ha dato vigorose picconate alla voglia di leggere dei miei figli, ma non l'ha distrutta completamente. Daniel Pennac, uno scrittore che mi piace molto anche se gioca a nascondino col mondo letterario in un modo scoraggiamte, scrisse a suo tempo una sorta di carta dei diritti del lettore con la quale concordo pienamente; il lettore ha pieno diritto di saltare pagine, abbandonare libri che non piacciono, saltare di palo in frasca quanto gli aggrada e di preferire i generi più disprezzati. L'importante è che si diverta.
Da piccola ho avuto la fortuna di avere in casa un sacco di libri e me ne compravano anche di adatti a me , che, come sapete, avevo grosse difficoltà a leggere. Ma non mi dicevano "leggi, che ti fa bene" mettendola a mò di medicina. Mi lasciavano intendere che i libri fossero come giocattoli ed io come tali li trattavo.In edicola volevo solo MIAO perchè era senza scritte. Al principio mi fissavo soprattutto su certe pagine con certi disegni, potevo rimanere a guardarli per diverso tempo.Prendevo un libro e lo aprivo solo a quella pagina dove ricordavo esserci la figura che mi piaceva.
Le zone scritte mi infastidivano come elementi di disturbo ; nel post "diario di una dislessica" ho spiegato come la scrittura fosse un geroglifico per me. Allora la sera , prima di dormire, qualche adulto mi leggeva una storia, in principio privilegiando quelle con le figure ovviamente. Col mio caratterino  ispido erano sempre le stesse, ripetute all'infinito. Cappuccetto Rosso, i Tre porcellini, Raperonzolo, Giacomo e il fagiolo magico e quella del ciabattino povero che di notte riceveva le visite dagli gnomi che costruivano le scarpe per lui. Non ricordo il titolo, ma era la mia preferita. Appassionadomi alle storie, via via, la mia dipendenza dalle figure dimunuì, ma lostesso fu grande il mio disappunto quando cominciarono a leggermi le fiabe italiane tradotte da Calvino, che non avevano neanche un disegnino!! Così i grandi mi alternarono quelle di Calvino con quelle con le figure, che , dopo un pò , mi sembrarono, rispetto alla ricchezza di quelle di Calvino, storielle un pò da scemi.
Solo Calvino, quindi , divenne la mia Bibbia.  Avevo ormai otto, nove anni, ma da sola continuavo solo a cercare libri con figure, senza leggere autonomamente . Mi regalarono quelli sui dinosauri e quelli dei film Disney che tanto mi piacevano.Libri fotografici sui gatti. Mi davano proprio libri su ciò che mi interessava.Oggi mi sento grata per tutta la pazienza che hanno avuto con me  e coi libri. Ma alla fine, nonostante tutte queste difficoltà, verso i dieci anni  cominciai a leggere  da sola Il Piccolo Principe, Zanna Bianca  e poi Pattini D'argento, i Ragazzi della via Pal e poi non mi fermai più.Il Piccolo Principe era un libro per adulti travestito da libro per bambini.
A tredici anni andai da sola in libreria per scegliermi qualcosa sugli animali, i classici per ragazzi mi stavano ormai stretti. La libraia mi mollò in mano L'anello di Re Salomone di Konrad Lorenz, un bel mattonaccio anche per gli appassionati di bestie, ma rispettosamente lo lessi tutto, senza ben capire tutto.Dopo tornai in libreria  e  chiesi, ehm, qualcosa sempre sulle bestie ,ma un pò più leggerino e mi fu consegnato il primo volume sulle storie del veterinario Herriot. Fu la svolta. Da semplice simpatizzante divenni una lettrice, una di quelli che si inchioda con aria ebete  a leggere ovunque. Sempre che il libro mi piaccia. Ne ho mollati tanti, alcuni così antipatici da allontanarmi  dai libri per un pò.Ma non ho mai avuto sensi di colpa, perchè per me è solo uno svago, il piacere di un interesse. Mi sorprende quell'alone pomposo che viene dato alla lettura.
Accade che ci si innamori intensamente  di un romanzo, come avviene anche col cinema in modo più diluito. Come antichi amori, i libri importanti del passato non li dimentichi più, e loro affiorano nel tuo presente come voci di  amici consiglieri. Entrano dentro la tua composizione umana.
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