giovedì 28 febbraio 2013

l'ultimo bus

A conclusione di quanto ho scritto ieri, interrotta dalla cena da preparare, volevo porre un se, come campana  dissonante dal comune odierno scrivere della stampa, che vede il bicchiere mezzo vuoto.
E se queste elezioni fossero l'ultima occasione per un cambiamento civile, ordinato, democratico? Se, perso quest'ultimo bus, dopo venissero solo coltelli e violenze?Quanto rimpiangeremmo questi nuovi eletti e  queste trattative.In passato è successo, per questo chiuderei in conclave i neo eletti. La rabbia in giro è tanta, ma soprattutto diffusa in ogni categoria e stratificata: ho visto miti vecchiette agitare il pugno esasperate, sono tutti completamente arrabbiati, tranne i neonati.
Io non voglio  violenze. Chideteli in conclave e fateli partorire alla svelta.Io temo che sia davvero l'ultimo autobus.

mercoledì 27 febbraio 2013

La spina fra le chiappe del bipolarismo

Ok oggi mi cimenterò in una coraggiosa analisi politica e  abbiate pazienza coi refusi e con la mia ignoranza; ho aspettato che la facessero altri professionisti, ma non ho trovato scritto a chiare lettere altro che le solite parole "ingovernabilità" "voto di protesta" "alleanze" "incertezza""ripartizione", come se queste elezioni avessero interrotto la straordinaria, articolata ricostruzione dalle fondamenta che richiede il nostro paese da qualche decennio e che ormai chiede urlando.

giovedì 21 febbraio 2013

da leggere oggi

Sto finalmente per prendere in mano un libro che immagino sia  fortemente utile in questo momento, basandomi sui consigli ricevuto. Si tratta de "Le due città " di Dickens, il suo unico romanzo storico, ambientato a Parigi e a Londra poco prima e poco dopo la rivoluzione francese. Mi hanno riferito che le somiglianze con la nostra attualità danno i brividi e che, alla fine, è sempre la solita  storia..


lunedì 18 febbraio 2013

noto che

Sempre meno persone usano l'ombrello.
I lavori domestici vengono rivalutati, con maggior entusiasmo.
Le conseguenze  si manifestano  più ravvicinate alle azioni che le hanno originate.
C'è un diffuso insolito impulso all'accuratezza  in risposta al caos, come antidoto calmante  per sè stessi, che  risulta utile agli altri.
Persone solitamente chiuse tendono ad aprirsi maggiormente, rassegnate a questa inevitabile vita condivisa nei suoi aspetti più privati con le nuove tecnologie e, tutto sommato, si rendono conto di non essere poi così soli ed unici.
Viceversa, paradossalmente, molti non temono di essere minuziosamente controllati  in ogni loro abitudine e scelta   e non si avvedono di quanto sia posto in pericolo il loro arbitrio continuando ad usare le varie carte clienti, raccolte punti  e a farsi influenzare da notizie evidentemente  false. 
I colori premono e si affacciano in questo mare di nero nel vestire, ad un certo punto la depressione diventa noiosa e  priva di apporti utili.Gli americani, essendo  più ordinari, sono ancora molto attaccati al nero.
Capita  che l'insolito strano diventi ordinario,siamo comunque in troppi per distinguerci  ed uno sbadiglio di noia compare più facilmente. L'indifferenza aumenta, con essa l'impulso alla violenza.
Di conseguenza le persone si esprimono più liberamente, altre vi rinunciano del tutto considerandolo inutile.
Che il re sia nudo se ne sono accorti quasi tutti, perciò molte persone stanno facendo figure  ridicolmente meschine.
Più si alza il ceto e il comfort, più si cade in depressione.
E' sempre più diffuso andare al lavoro con l'influenza. Stare a casa è un lusso.
Mi prende questa assurda voglia di disegnare e non so disegnare.Faccenda seccante.


domenica 17 febbraio 2013

sincronismi e trascorsi

La foto della cupola di San Pietro colpita dal fulmine  il giorno delle dimissioni del Papa mi ha stravolta e, dopo aver  controllato meglio la sua veridicità, mi sta rendendo una povera nevrastenica aperta  a  qualsiasi e superstizione.Immaginate lo stato dei miei nervi  quando ho visto i filmati sulle meteore in Russia.
Due giorni dopo il quarto gatto Gianluca, ricoverato in casa al momento poichè in cura per un gigantesco flemmone da morso sulla zampa , la sera ha avuto un accesso di follia tale da farmi temere che avesse anche la rabbia ( da non escludere, visto il soggetto).La mattina successiva ho compreso che faceva il pazzo proprio nelle ore dei terremoti nel Lazio e sul Gran Sasso.
Da aggiungere a tutto quello che stava comunque accadendo negli ultimi 12 mesi.
Così, quando lo stato dei miei nervi diventa parossistico per me e ridicolo per chi mi sta vicino, abbandono tutta questa pesante contemporaneità di fenomeni e mi rifugio nei racconti di mia nonna, classe 1895,la quale mi ammoniva bonaria , talvolta,  che la vera vita non era quella di benessere continuativo  che davo per scontata io bambina nei lontani anni 70, ma è qualcosa di più imprevedibile e complicato.

mercoledì 13 febbraio 2013

dimissioni

La cliente entra e mi guarda, accenna una risposta al mio saluto.Mi guarda con indulgenza, mi conosce , mi RI-Conosce.E' certa che io risponda all'idea che  si è fatta di me.Sono otto anni che viene qui, mi chiede quello che le serve , io l'aiuto, eventualmente incarto e la faccio pagare, i nostri rapporti son sempre stati così, nulla di più. Talvolta mi chiama anche per nome, associa il mio nome, ossia la mia identità, a questa elementare  funzione di negoziante, che potrebbe ormai compiere meglio  un ben congegnato robot di sofisticata generazione.  Il robot ricorderebbe meglio, drenato da simpatie o antipatie che non sa provare. Da preoccupazioni, noia od aspettative. Il robot direbbe fra sè e sè :" Ah questa è quella che ama la tale marca , che vuole la taglia X e che non sopporta il rosa." oppure" Ah questa è quella che non sa che vuole e devo decidere tutto io" ecc. Coi suoi occhi registrerebbe ogni movimento delle telecamere e del cliente, che non oserebbe rubare . Nel risibile caso di una rapina, i rapinatori, oltre ad avvedersi di aver sbagliato negozio, vi si troverebbero chiusi dentro in attesa delle Forze dell'Ordine ( adoro questo termine, mi rilassa ripeterlo).
A me rimarrebbe solo da distribuire l'incasso ai fornitori ed allo Stato ( questo termine invece mi getta in ansia), e da mettere in carica il robot di notte.
Scusate le divagazioni sul robot.
La signora di prima non sa che mi sono dimessa, crede che sia ancora io unita alle mie mansioni,ed io mi sento come travestita. Avete presente? Quella sottile sensazione di burla  e di potere che si prova quando ci si traveste. Siccome non ho robot nè guadagni, non sono molto originale o produttiva come Steve Jobs, (sebbene sia discretamente affamata), ho pensato di dimettermi da questa identità   costantemente deludentein ciò che faccio. Se dunque mi chiameranno col mio nome , che è anche quello di numerosi cani, specialmente dobermann, io farò la gnorri. Sono vacante, al momento non ho scelto dove mi collocherò come individuo, ma  continuo a svolgere le attività che non prevedono per forza un'identità dietro e mi rendo conto che nessuno  si è accorto di nulla e sospetta al limite che io abbia perso solo l'udito,datosi che non rispondo al nome.Continuerò a svolgere tutte le mie attività, ma sarò in vacanza!Mi regalo la potenzialità di ricomiciare ad essere meglio Ok, ho copiato dal Papa che presto non sarà più Papa, ho preso l'idea perchè, nonostante io non sia cattolica ero da tempo colta da pena pensando a tutti i messaggini irriverenti che ha ricevuto su twitter e ai matrimoni gay di cui sono pieni i telegiornali. Quando le cose non vanno è meglio dimettersi e prendere le distanze dai fallimenti che il destino tenta di appioppare al concetto di sè. Nonostante i ravioli di carnevale, ora mi sento più leggera.
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