mercoledì 19 dicembre 2012

istantaneità della tristezza


 C'è in giro parecchia gente triste in questi giorni, che mi fa compagnia.
Genericamente  una volta avrei creduto che, bla bla, in questo periodo dell'anno si è fisiologicamente tristi a causa del ridotto numero di ore di irraggiamento solare, che potrebbe trattarsi di  qualche disturbo ormonale, che si avvicina la fine del mondo e che non è facile per molti trovare alcuna consolazione nel ripensare all'infanzia, oppure che le prospettive migliori  per il futuro consistono nel  diventare  vecchi rugosi ed acciaccati e che ci si  vergogna alquanto per aver messo in questo mondo i figli. Insomma non si fatica a trovare eventuali cause con la mania  che abbiamo  di girovagare nel passato e nel futuro grazie al cervellone razionale frutto di tanta selezione evolutiva.

lunedì 17 dicembre 2012

il duetto di gatti di Rossini


Sto scegliendo la colonna sonora per la fine del mondo....

venerdì 7 dicembre 2012

in famiglia,storia del secondo gatto

Un aforisma di Mark Twain si affaccia in me molto spesso:” La familiarità genera bambini e disprezzo” . Trovo che sia del tutto vero, come quello in cui dice che è facile smettere di fumare visto che lui c’è riuscito decine di volte.
Ho sempre avuto gatti in casa, sebbene negli ultimi dieci anni, da quando grazie anche alla mia “carriera” ( leggi “curriculum”) ,il declino della mia condizione socio-economica ha assunto un ritmo gagliardo, non ne abbia più assolutamente cercati.
Semplicemente le bestie si sono passate la voce  e vengono a me in condizioni che susciterebbe pena anche in un mostro. Nella foto sotto trovate un ritratto dell’ultimo spettacolare arrivo con gigantesca ernia da trauma.Il gattino si presentò una sera di novembre di un anno fa alla mia porta finestra strofinando l’osceno pancione contro il vetro, in modo che potessimo tutti vederlo bene,quindi apparentemente consapevole che no, non avrei potuto ignorarlo.

giovedì 6 dicembre 2012

La pasta con le sarde

 Se non avete voglia di cucinare, non ne avete nemmeno troppa capacità o estro e i familiari a tavola reclamano il loro tozzo di pane, si può fare la pasta con le sarde qui raffigurata.
Se ci sono riuscita persino io...
Mentre bolle l'acqua fate il sughetto della foto sotto , senza farlo soffriggere, con mezzo spicchio d'aglio micronizzato a pezzetti e qualche sardina di quelle sotto sale, ben sciacquate e diliscate. Non fate soffriggere l'olio per non appensantire inutilmente il tutto. A olio caldo prima  di spegnere il fuoco aggiungete parecchio prezzemolo fresco e conditeci la pasta.Non è malaccio.Buon appetito!

Caos tremante

 L'altra notte catapulcata dal letto dal tremendo rumore di terremoto.Pazienza , tv, due altre scossettine, un pò di tachicardia. Ho pensato agli emiliani, che sono in ballo ben di più da sei mesi e per i quali avevo scritto questo di seguito, qualche mese fa.

La terra trema e tenta di seppellirli vivi in loculi fangosi, improvvisamente, saltando la fase del decesso. Direttamente in bara senza passare dal via. Una signora si agita per le scadenze di fine mese, un'altra perchè si è rotto il biberon del bambino, un anziano dice che le nuove bare sono umide ed appiccicose e non ama il sapore del fango che tutto condisce.
Ma sono solo timide rimostranze, la popolazione confusa  tarda a comprendere l'entità del suo destino e nuove accise si aggiungono alle precedenti antiche e dimenticate.
Gli imprenditori s'affebbrano intorno alle loro aziende orizzontalizzate, sognano di produrre di nuovo al più presto, sennò chissà cosa succede.
Eppure i fatti  ci stanno mostrando cosa può succedere ingiungendoci il distacco forzato ed improvviso da ogni bene materiale. Scuotono la polvere dai loro sandali.Quella era casa nostra; il mutuo, le scadenze, la sicurezza; e polvere irosamente ora ne  esce, sabbia , fango, melma.
L'aria è intrisa  di scosse e di rabbia, dopo giorni ora s'avverte anche il silenzio dei pensieri che salgono, ormai privati dalle volatili emozioni,  in dialogo diretto con la Natura.
Anche le domande stanno scemando. Solo un muto tastare quest'entità più forte, alla ricerca di un abbraccio e dell'accoglimento del perdono che , dimentichiamo spesso ,essa  ha saputo sempre darci.
Alcuni adulti colgono la lezione del caos : un panettiere non smette di lavorare e regala il suo pane e  la sua determinazione. Egli dice:-non sono le prime difficoltà della mia vita, son nato durante i bombardamenti.-
 E i bambini, almeno nei primi giorni, ridono emozionati, pronti  a saltare tra i fossati che si aprono , a far castelli con la melma essudata a cercare qualcosa da mangiare solo quando la fame comincia  a sentirsi. Loro hanno vera attitudine alla gioia. Loro hanno ancora carne, sangue ed ossa e vivono. Noi grandi siamo stati spolpati dalla quotidianità, noi ci sentiamo solo unghie per scavare, gole di urla  centellinate.
Se fossi miliardaria, prima di ricostruire, prima di ripartire  con le produzioni e i pagamenti regalerei a tutti  quelli che gradiscano o possano,una bella vacanza in crociera, al mare, dove vogliono, per permettere loro di guardarsi, guardare le proprie mani, le proprie dita e accertarsi che ci sono ancora. Non erano rimaste solo le  unghie.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...