sabato 25 febbraio 2012

Il capitalismo cannibale cerca nuove ricette

Allora, qualche secolo fa l'occidente fece una scelta ben precisa. Si orientò sempre più verso il capitalismo.Il capitalismo è un  sistema   economico che ha come fine la crescita del profitto. Alternative a questo sistema sono state tentate ampiamente, senza trovarne di valide.

I sistemi per aumentare i profitti sono numerosi. I macchinari sempre più automatizzati e tecnologici hanno prima ridotto i tempi di produzione dei beni; i consumi sono stati sempre più incentivati, riducendo la durata della vita funzionale dei beni in virtù delle mode e dei progressivi, controllati miglioramenti  tecnologici e qualitativi dei beni. Poi è stato aggiunto il principio di aumentare il numero dei beni ritenuti necessari, ossia di creare nuovi bisogni.Improvvisamente pare che molte signore abbiano il problema dell'odore di pipì in ascensore. Una volta  i salvaslip non esistevano.O i colluttori, (nella fretta talvolta scambiati con le lavande vaginali con risultati stupefacenti, per le signore che li hanno usati, generando una pubblicità delle suddette lavande in cui compare in continuazione la scritta "Non bere")  Nemmeno le bevande energizzanti. Neanche la carta igienica umida ( prodotto che mi ha molto colpita per la genialità di non sostituire quella asciutta).Sono apparsi i telefonini con tutto il corollario indotto.Si è sempre badato strettamente a non risolvere effettivamente problemi con  iprodotti, semmai a crearne di ulteriori. Il telefonino ha aumentato i miei problemi e i miei bisogni Ad esempio risolvere il problema della carie dentaria sarebbe molto antieconomico e quindi non ci hanno nemmeno pensato. Le pulci dei cani sono risolvibili sono con prodotti  costosissimi ( la concorrenza  qui non c'è) da ricomprare ogni mese.Si potrebbe fare allo stesso modo per la carie, ma  a che scopo, visto che oggi si vendono sia i dentifrici e i colluttori  "anticarie" che i servizi dentistici?
Poi è cominciato il processo di smaterializzazione dei beni, molti dei quali sono diventati "servizi" più o meno fumosi.Il bene materiale in molti casi diventa accessorio per la vendita di tali fumosi servizi.
Oggi ci sono entità  che producono servizi ormai ritenuti indispensabili sul web, con dimensioni e fatturati colossali ma un numero di dipendenti esiguo  rispetto a chi , con gli stessi profitti e dimensioni, produce beni materiali. L'altro giorno ho sentito  un noto economista che si domandava se il web producesse effettivamente opportunità di lavoro o di solo profitto, rispetto alla vita"reale".Con i numeri da lui esposti la risposta era no, eppure la popolazione  mondiale è molto più attratta dal web che dalla vita reale, mi pare.Naturalmente ci si sorprende: papà capitale prima ha illuso i suoi pargoletti, ora li  abbandona in mezzo alla strada della disoccupazione.Perchè, per sottrarre la " forza lavoro" alla variabilità dei mercati e  delle pretese sindacali , la soluzione è stata la graduale alienazione del lavoro come elemento che produce profitto.
Diabolico, geniale  capitalismo. Allora che fare per riequilibrare lo squilibrio? Non lavorare e non consumare, non dico per una coraggiosa scelta politicoeconomica, ma per forza di cose.Allora, dopo aver avuto numerose vittime sacrificali ed essere sazio di lacrime e sofferenze , il capitalismo dovrebbe equilibrarsi, in attesa di nuovi squilibri, beninteso.Sostanzialmente i quattro ricconi rimasti del mondo si stuferanno di farsi gli inchini a vicenda,  di comprarsi rolex, diamanti , mercedes  e villoni senza avere il popolo che compra i loro prodotti. Insomma, noi piccoli, meschini criceti di laboratorio in fondo , ma in fondo, contiamo qualcosa.Cercando una sintesi in un panorama di qualche secolo, è cambiato qualcosa? Qualcosina. Il capitalismo ha donato ai poveri la garanzia che ci sia bisogno, in modo controllato, dio loro, per continuare ad esistere. I poveri devono campare a lungo il più possibilmente sani per nutrire le industrie farmaceutiche e i colossi sanitari, devono quindi avere il terrore della morte.Devono comprare beni e servizi e vivere nell'auspicio di riempire i propri appartamenti ( vi ricordate le insulae dei romani?) di oggetti il più possibile.Siccome i poveri occidentali non erano più sufficienti,  si è pensato di attingere ai poveri dei paesi meno sviluppati, consentendo loro una crescita calibrata per renderli  consumatori quanto serve. L'importante è avere numeri, forse per quello da anni non si è più menzionato il problema della sovrapopolazione.
Se infine i poveri di qualsiasi parte del mondo diventano troppo poveri per consumare almeno un pò, dopo un ultimo tentativo di renderli asserviti alla politica coi voti di scambio con la promessa di dar loro una mano, allora nella loro inutilità vengono abbandonati a loro stessi ed espulsi dal circuito economico.
Si tratta di un sistema cannibalistico.E' utile saperlo?Che alternative ci sono e, se ci fossero, che progresso può definirsi tale, visto che, in effetti, l'uomo è un apparecchio biologico che nasce per consumare e cercare il piacere, la cui  strombazzata capacità di astrazione serve solo a questo? Il fatto che possa produrre idee, arte, una vita più elevata è onestamente possibile o è ottimismo dell'umanesimo,  da dismettere di fronte all'evidenza?
Se questi sospetti sono veri , che differenza c'è con gli animali della savana, i leoni e le gazzelle ecc.?
Almeno loro nascono col loro corredino di peli e denti e zanne e unghie e non dicono così tante bugie.Forse sono loro un perfezionamento evolutivo più onesto del nostro.

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